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PALAZZO
BATTAGLIA E CHIESA DI SAN FRANCESCO ALL'IMMACOLATA
Costruito
dal Barone Battaglia di Torrevecchia nel '700, presenta una facciata
principale su via Orfanotrofio e una laterale su via Chiaramonte,
che presentano entrambe soluzioni architettoniche non solo originali,
ma eleganti. Quella principale offre alla vista un portone, due
finestre laterali e al primo piano un balcone centrale e due laterali.
Sia il portone che le finestre sono impreziositi da intagli finemente
realizzati. Il balcone centrale è sovrastato da un cornicione
che fa da base allo stemma dei Battaglia. Analogamente decorata
la facciata di via Chiaramonte che presenta un portone centrale
con arco semicircolare e vari intagli, al di sopra una finestra
circolare circondata da motivi ornamentali e sormontata da una scultura
a forma di conchiglia ; anche da questa parte un balcone con nove
mensole scolpite in stile barocco.
Trovandosi in via Chiaramonte ci si può dirigere verso l'omonima
piazza dove si può ammirare la Chiesa di San Francesco all'Immacolata.
SAN FRANCESCO ALL'IMMACOLATA
Tutto
il complesso architettonico della Chiesa farebbe parte dei resti
di un palazzo o Castello con quattro torri di proprietà dei
Chiaramonte, conti di Ragusa : con la caduta dei Chiaramonte e il
passaggio del dominio ai Cabrera, questi regalarono il palazzo ai
Frati Minori Conventuali che trasformarono l'edificio in Chiesa
e Convento e la torre in campanile. Alcuni studiosi contestano questa
tesi, asserendo che il Palazzo con quattro torri non sarebbe mai
esistito e che la Chiesa fu costruita nel '200 in onore di San Francesco,
poi demolita e trasformata nel '500 ; di certo ci restano la massiccia
torre campanaria e un portale in stile gotico, originario ingresso
principale della Chiesa.
La torre campanaria presenta cinque ordini che denotano le ricostruzioni
avvenute nel tempo, secondo gli stili dell'epoca : molto semplici
le prime due cornici, la terza con archetti pensili, intagli di
fogli e croci, l'ultima cornice è costituita da un cornicione
settecentesco con una balaustra ornata con quattro statue. La torre
termina con una cupoletta ottagonale.
In basso, lateralmente alla torre, si può scorgere il duecentesco
portale gotico.
L'interno della Chiesa, la preferita dalle classi gentilizie del
paese, è a tre
navate divise da due file di pilastri, a cui si accede da un portale
laterale che dà sulla navata destra. Subito all'entrata si
può ammirare una acquasantiera del '500 in pietra asfaltica,
materiale largamente usato anche nel pavimento e in un sepolcro
vicino al presbiterio, che raffigura un cavaliere in costume spagnolo,
ivi seppellito nel 1577 ; tutta la Chiesa è arricchita da
affreschi sulle pareti e sulle volte, negli altari di destra si
possono ammirare un pregevole quadro di Antonino Monoli, del 1724,
raffigurante l'Estasi di Sant'Andrea, nel secondo altare un quadro
di San Giuseppe da Copertino, nel terzo altare un Crocefisso e due
quadri raffiguranti San Giovanni e Maria Addolorata. Nella Cappella
di destra si può ammirare un altare in marmo policromo e
un quadro del XVIII secolo raffigurante San Francesco in preghiera
alla Porziuncola. Nella Cappella centrale un altro altare in marmo
policromo, al centro una recente statua in legno dell'Immacolata.
Un altro quadro, opera del Manno nel 1796, raffigura l'Immacolata.
A sinistra di questa
Cappella vi è il mausoleo del Barone Corrado Arezzo di Donnafugata
: si notano tre sarcofagi e tre mezzi busti di marmo raffiguranti
il Barone, la moglie e la figlia, oltre allo stemma del casato ;
la cappella mausoleo è chiusa da una artistica cancellata
in ferro battuto. Nella navata sinistra si possono ammirare, nel
primo altare un quadro del Riposo della Sacra Famiglia di Monoli,
nel secondo una Statua di Santa Teresa del Bambino Gesù,
nel terzo un quadro raffigurante la Resurrezione di Cristo. Altri
quadri, di autore ignoto, ma pregevoli sono una Madonna dell'Idria,
un San Giorgio nella fornace e un Angelo Custode.
Il Convento, enorme edificio situato in pittoresca zona affacciato
sulla vallata San Leonardo è ora di proprietà del
Comune che lo ha adibito ad Ospizio per gli anziani poveri. In tempi
passati fu anche sede del piccolo ospedale intitolato alla Duchessa
Albafiorita. All'interno dell'edificio trovasi un artistico scalone
di ingresso in pietra asfaltica con grifi dal lungo muso che sostengono,
insieme a colonnine, un ampio passamano e quattro cariatidi che
sorreggono putti con scritte e vasi di fiori.
Ritornando in piazza Pola ci si potrà dirigere verso il
Giardino Ibleo : lungo questo cammino, come pure all'interno della
villa, insistono numerose altre chiese.
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